Monday 2 February, 2026
HomeAttualitàLa jesina Maria Teresa Chechile presenta il suo libro alla Camera dei Deputati

“Le foglie non cadono mai tutte uguali”, opera nata dall’esperienza del Covid, è stata al centro di una conferenza stampa a Montecitorio.

Roma – La poesia come strumento di memoria, cura e rinascita. È questo il filo conduttore che ha attraversato la conferenza stampa ospitata giovedì scorso alla Camera dei Deputati, dedicata alla presentazione del libro “Le foglie non cadono mai tutte uguali” di Maria Teresa Chechile, infermiera e poetessa originaria di Jesi.

L’iniziativa, promossa dalla deputata Pd Irene Manzi, ha visto la partecipazione del consigliere regionale Maurizio Mangialardi, dell’assessora del Comune di Jesi Paola Lenti e di rappresentanti istituzionali dei Comuni di Atena Lucana e Sala Consilina, terre di origine dell’autrice. Un momento di incontro che ha unito cultura, istituzioni e territorio, offrendo uno spazio di riflessione condivisa su uno dei periodi più complessi della storia recente.

Un libro nato dal silenzio della pandemia

Le foglie non cadono mai tutte uguali nasce dall’esperienza del Covid, un tempo che – come ha ricordato l’autrice – «ci ha lasciati sospesi nel tempo e nello spazio, rimettendo in discussione molte priorità». Un periodo segnato dalla perdita di affetti e relazioni, ma anche dalla riscoperta della fragilità umana e del valore della cura.

Nel suo intervento, Chechile ha spiegato il significato profondo del titolo, nato dall’osservazione della natura durante i giorni del confinamento:
«In quel tempo desolante – ha raccontato – la natura si riappropriava dei suoi spazi. Un giorno la mia attenzione si è posata su un albero lungo il Viale della Vittoria di Jesi. Osservando le sue foglie ho capito che non cadevano mai tutte uguali. Era la rappresentazione di noi in quel momento: fragili, caduchi, diversi l’uno dall’altro, come foglie di cui la natura è parte e di cui anche noi facciamo parte».

Fragilità, cura e responsabilità collettiva

Attraverso la sua opera, l’autrice ha offerto al pubblico un’occasione di riflessione profonda su come la pandemia abbia messo in luce la necessità di prendersi cura delle relazioni, del prossimo e delle comunità. Un tema che riguarda non solo la dimensione personale, ma anche quella pubblica e istituzionale.

La responsabilità della cura, è emerso nel corso dell’incontro, riguarda anche chi amministra, chiamato a favorire una comunità capace di guardare avanti anche nei momenti più difficili, coltivando una convivenza pacifica e uno sviluppo armonico della società.

Il riconoscimento delle istituzioni

A sottolineare il valore dell’opera è stata l’assessora Paola Lenti, che ha ringraziato l’autrice per la profondità del suo sguardo:
«Grazie a Maria Teresa Chechile per la sua sensibilità e per la capacità di andare a fondo nei sentimenti umani, e per averci coinvolto in questo importante e autorevole momento di incontro e confronto».

La presentazione alla Camera dei Deputati rappresenta così non solo un riconoscimento letterario, ma anche il segno di come la poesia possa diventare strumento di dialogo tra esperienza individuale e coscienza collettiva, capace di restituire senso e speranza anche dopo le prove più dure.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.