Il 1° febbraio non è una data qualunque sul calendario civile italiano. In questo giorno, l’intero Paese si ferma per osservare la Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, istituita con legge dello Stato (L. 9/2017) per onorare chi, pur non indossando un’uniforme, ha pagato il prezzo più alto durante i conflitti.
Perché il 1° febbraio?
La scelta della data non è casuale: il 1° febbraio 1945, mentre l’Italia era ancora martoriata dalla Seconda Guerra Mondiale, veniva emanato il decreto che riconosceva il diritto al voto alle donne italiane. Un momento di rinascita democratica che si intreccia indissolubilmente con il ricordo di chi, tra bombardamenti e privazioni, non poté vedere la fine delle ostilità.
Oltre il passato: un monito per il presente
Sebbene questa giornata affondi le radici nel ricordo della “grande guerra” e del secondo conflitto mondiale, il suo sguardo è tragicamente rivolto all’attualità.
- Oggi come allora: Le vittime civili rappresentano la stragrande maggioranza dei decessi nei conflitti moderni.
- Il simbolo: In molte città italiane, i palazzi municipali e i monumenti si illuminano di blu, il colore della pace, mentre le associazioni promuovono la campagna “Stop alle bombe sui civili”.



