Wednesday 28 January, 2026
HomeAccadde oggi28 gennaio 1958, il giorno in cui il mondo divenne “incastrabile”

Se guardate sotto il divano o camminate a piedi nudi in una stanza per bambini, c’è un’altissima probabilità di imbattervi in un piccolo pezzo di plastica colorata capace di infliggere un dolore acuto al tallone, ma anche di costruire interi universi. Quel pezzetto di plastica ha una data di nascita ufficiale: il 28 gennaio 1958.

Alle ore 13:58 di quel giorno, a Copenaghen, veniva depositato il brevetto per il mattoncino LEGO così come lo conosciamo oggi. Non era solo un giocattolo, era l’inizio di una rivoluzione del design e della creatività.

Dall’officina di un falegname all’impero della plastica

La storia della LEGO inizia molto prima, negli anni ’30, nella bottega di Ole Kirk Christiansen, un falegname danese di Billund che, nel bel mezzo della Grande Depressione, passò dai mobili ai giocattoli in legno. Il nome scelto, LEGO, deriva dall’unione delle parole danesi Leg Godt, ovvero “Gioca bene”.

Ma è nel 1958 che avviene la vera magia tecnologica. Il figlio di Ole, Godtfred Kirk Christiansen, perfeziona l’idea dei mattoncini in plastica (già testati dal 1949 sotto il nome di “Automatic Binding Bricks”). Il colpo di genio depositato quel 28 gennaio riguardava il sistema di incastro: i tubicini all’interno del mattoncino.

Perché il brevetto del 1958 è così importante?

Prima di questa innovazione, le costruzioni erano instabili; bastava un soffio per far cadere una torre. Il nuovo design introdusse il principio della “frizione”:

  • Stabilità: I tubi interni si incastrano perfettamente con i perni superiori.
  • Versatilità: Permette infinite combinazioni senza l’uso di colla.
  • Compatibilità: Incredibile ma vero, un mattoncino prodotto oggi si incastra perfettamente con uno del 1958.

Curiosità sui mattoncini

  • Sei mattoncini 2×4 possono essere combinati in oltre 915 milioni di modi diversi.
  • Il brevetto originario è scaduto da tempo, il che ha permesso la nascita di concorrenti, ma per gli appassionati l’originale resta inimitabile per precisione millimetrica (la tolleranza è di soli 0,002 mm).
  • Nel 1958 morì anche il fondatore Ole Kirk, lasciando il testimone a Godtfred proprio nell’anno della svolta definitiva.

Ecco i tre pezzi che si contendono il titolo di “più caro al mondo”

1. Il Mattoncino in Oro 14k (Il re indiscusso)

Questo è ufficialmente il pezzo singolo più costoso. Non è un giocattolo comune, ma un mattoncino 2×4 in oro massiccio 14 carati.

  • Storia: Veniva regalato dalla LEGO ai dipendenti che avevano raggiunto i 25 anni di servizio tra il 1979 e il 1981.
  • Valore: Un esemplare è stato venduto per circa 15.000 – 20.000 dollari.
  • Curiosità: Pesa circa 25,65 grammi e ha esattamente le stesse dimensioni di un mattoncino di plastica, quindi potresti tecnicamente incastrarlo nelle tue costruzioni (anche se sarebbe un po’ rischioso).

2. La Minifigure di C-3PO in Oro (La più rara)

Se invece cerchi una “minifigure”, il primato va a C-3PO in oro massiccio 14k.

  • Rarità: Ne esistono solo 5 esemplari al mondo, creati nel 2007 per il 30° anniversario di Star Wars.
  • Valore stimato: Oltre 200.000 dollari.
  • Nota: Poiché sono rarissimi e quasi mai messi in vendita, il loro valore è puramente teorico e basato sulle offerte dei collezionisti più estremi.

3. Mr. Gold (Il più costoso “trovabile”)

Se escludiamo i metalli preziosi e parliamo di pezzi che potevi trovare “per fortuna” in un negozio:

  • Mr. Gold: Una minifigure tutta dorata (ma in plastica cromata) rilasciata nel 2013 in bustine a sorpresa.
  • Rarità: 5.000 pezzi prodotti.
  • Valore: Oggi si vende tra i 5.000 e i 7.000 euro, a seconda che la bustina sia aperta o sigillata.

Per i set completi (Novità 2025/2026)

Se invece ti riferivi ai set che compri in negozio, il record è stato appena battuto: la nuova Morte Nera (Death Star UCS) uscita a fine 2025 è diventata il set più costoso a listino, sfiorando i 1.000 euro e superando il leggendario Millennium Falcon da 850 euro.

L’eredità

Oggi LEGO non è solo un gioco, è uno strumento didattico, un oggetto da collezione e un materiale per artisti. Dal primo brevetto sono nati parchi a tema, film e robotica avanzata, dimostrando che con un po’ di fantasia e un incastro perfetto, non ci sono limiti a ciò che si può costruire.

“I nostri mattoncini non sono solo giocattoli, sono un sistema di pensiero.” — Godtfred Kirk Christiansen

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.