Senigallia – La “Città della Fotografia” dota ufficialmente i propri obiettivi di una nuova lente strategica. Si è insediato venerdì pomeriggio, nella sala giunta del Palazzo Municipale, il Consiglio direttivo della Consulta della fotografia, segnando un passaggio storico per la politica culturale della città.
L’organismo ha eletto ai vertici due figure di spicco del panorama fotografico locale: Enzo Carli è stato nominato Presidente, mentre il ruolo di Vicepresidente è stato affidato ad Alberto Polonara.
La nascita della Consulta, proposta dal Presidente del Consiglio comunale Massimo Bello e approvata all’unanimità dall’assise cittadina, rappresenta un unicum nel panorama dei Comuni italiani. Non si tratta di un semplice comitato, ma di un luogo stabile di incontro, analisi e progettazione che mira a fare da collante tra le istituzioni e il ricco tessuto di autori e archivi che hanno reso Senigallia celebre nel mondo.
“La Consulta si configura come un valore aggiunto per il tessuto culturale cittadino, custode di un patrimonio fatto di opere e autori che hanno scritto alcune delle pagine più significative della storia della fotografia mondiale“, ha commentato Massimo Bello durante l’insediamento.
Il mandato del nuovo direttivo si muoverà su tre binari principali:
- Valorizzazione dell’identità: Riaffermare Senigallia come riferimento nazionale e internazionale per la fotografia.
- Tutela del patrimonio: Proteggere e promuovere gli archivi storici e le realtà associative del territorio.
- Progettualità contemporanea: Sviluppare nuove iniziative capaci di attrarre studiosi e visitatori, rendendo la fotografia un asse portante dello sviluppo turistico-culturale.
Con questo insediamento, Senigallia istituzionalizza ufficialmente la sua vocazione artistica. La Consulta sarà lo strumento qualificato per interpretare un passato glorioso (legato a nomi come Giacomelli e il Gruppo Misa) e governare il presente, progettando il futuro della fotografia come linguaggio artistico e sociale.
La città compie così un passo decisivo verso una politica culturale strutturata e partecipata, pronta a tradurre la memoria in nuove opportunità di crescita per l’intero territorio marchigiano.



