Cristian Sabato, approfittando dell’arresto degli esponenti del clan Sangani, si sarebbe autoproclamato unico punto di riferimento per lo spaccio nel territorio randazzese
CATANIA – Un duro colpo è stato inflitto alla criminalità organizzata nel catanese. Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 persone. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti.
Per i 14 destinatari del provvedimento è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per un ulteriore indagato si procederà con l’interrogatorio preventivo
Il vuoto di potere e l’ascesa di nuovi vertici
L’indagine, denominata “Game Over” e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Randazzo tra novembre 2022 e giugno 2023, nasce dalle ceneri di un precedente intervento giudiziario. Gli investigatori miravano a individuare chi avesse occupato il vuoto di potere lasciato dal clan Sangani dopo l’operazione “Terra Bruciata” dell’ottobre 2022, che aveva decimato i vertici dello storico sodalizio mafioso.
Secondo quanto emerso dalle attività tecniche e dai riscontri sul campo, a guidare la nuova compagine criminale sarebbero Cristian Sabato e Danilo Giovanni Sapiente. Il sodalizio era riuscito in breve tempo a egemonizzare il mercato della droga a Randazzo, attirando numerosi sodali con la promessa di facili guadagni.
“Comando io”: l’autoproclamazione del capo
Particolarmente significative sono le intercettazioni che riguardano Cristian Sabato. L’uomo, approfittando dell’arresto degli esponenti del clan Sangani, si sarebbe autoproclamato unico punto di riferimento per lo spaccio nel territorio randazzese, dichiarando di essere l’unico soggetto autorizzato a concedere il “permesso” per spacciare. In diverse conversazioni, Sabato avrebbe inoltre delineato con chiarezza la gerarchia interna, definendo se stesso come il capo e gli altri affiliati come “gregari e picciotti”.
Dal crack “fatto in casa” alle trasferte per i grandi eventi
L’organizzazione aveva introdotto una pericolosa novità nel mercato locale: la produzione diretta di crack. Se in passato i tossicodipendenti randazzesi dovevano recarsi a Catania per reperire questa sostanza, il nuovo gruppo criminale aveva iniziato a “cucinare” e distribuire la droga direttamente in loco, rendendola facilmente disponibile a basso costo.
Oltre al controllo del territorio, il gruppo cercava sbocchi anche nei grandi eventi. Le indagini hanno documentato come, in occasione di un evento di musica elettronica a Catania il1 maggio 2023, alcuni membri dell’organizzazione si fossero recati nel capoluogo per spacciare droghe sintetiche (ecstasy).
L’operazione odierna, coordinata dal Procuratore Distrettuale Francesco Curcio, conferma l’attenzione costante delle autorità nel contrastare il riassetto dei clan e la diffusione capillare degli stupefacenti nella provincia.



