Oltre 1.200 Vigili del Fuoco in azione, evacuazioni a Capoterra
Un’ondata di maltempo implacabile sta sferzando il Sud Italia e le Isole Maggiori dal 19 gennaio, lasciando dietro di sé una scia di allagamenti, frane e isolamenti. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha messo in campo un dispositivo di soccorso massiccio: 1.272 operatori e 423 mezzi sono impegnati senza sosta per far fronte a una crisi che non accenna a placarsi.
I numeri dell’emergenza
Nelle ultime 24 ore la situazione è precipitata, con il numero degli interventi che è salito vertiginosamente superando quota 900. La Sicilia risulta la regione più colpita in termini di volume di richieste, ma è in Sardegna che si registrano le criticità più pesanti per la pubblica incolumità.
| Regione | Interventi Effettuati | Focus Criticità |
| Sicilia | 530 | Allagamenti diffusi, alberi abbattuti e dissesti idrogeologici in tutte le province. |
| Sardegna | 250 | Esondazioni di corsi d’acqua, evacuazioni di massa e salvataggi in zone rurali. |
| Calabria | 160 | Strutture pericolanti e smottamenti dovuti alle forti piogge e al vento. |
Sardegna: dramma a Capoterra e salvataggi estremi
Il punto più critico dell’isola è Capoterra, nel cagliaritano. Le squadre di soccorso sono attualmente impegnate nell’evacuazione di 150 persone: l’innalzamento repentino del livello dell’acqua ha reso le abitazioni insicure, costringendo i residenti ad abbandonare tutto.
Non mancano le storie di salvataggi eroici in contesti rurali.
- Ogliastra (NU): A Urzulei, i Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo due pastori rimasti isolati e dispersi dopo l’esondazione di un torrente.
- Località Murrecci: In provincia di Cagliari, l’esondazione del Rio Piscinas ha travolto un canile; l’intervento tempestivo delle squadre ha permesso di trarre in salvo 9 cani che rischiavano di annegare.
Operazioni in corso
Le tipologie di intervento riguardano principalmente la rimozione di alberi caduti, la messa in sicurezza di strutture rese pericolanti dal forte vento e il prosciugamento di aree allagate. In Calabria, il dispositivo di soccorso è stato ulteriormente potenziato per monitorare i versanti collinari a rischio frana.
Il comando nazionale conferma che le squadre continueranno a operare su tutte le province interessate finché l’allerta meteo non rientrerà, garantendo il presidio tecnico e il supporto alle popolazioni colpite.



