Ancona è tra le dieci città finaliste nella corsa per il prestigioso titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. La conferma è arrivata dal Ministero della Cultura, che ha selezionato i 10 progetti finalisti dopo aver esaminato le 23 candidature presentate.
Oltre ad Ancona, le città in lizza sono Anagni (FR), Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Forlì, Gravina di Puglia, Massa, Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP) e Tarquinia (VT). Le finaliste saranno convocate presso il Ministero della Cultura per le audizioni pubbliche: per Ancona l’appuntamento è fissato per giovedì 26 febbraio.
“Ancona. Questo adesso”
La candidatura di Ancona, presentata con il dossier intitolato “Ancona. Questo adesso”, si distingue per la sua forte identità legata al mare, simbolo della città come porto naturale e nodo storico di collegamento tra Italia, Balcani e Mediterraneo. Il programma culturale e i progetti di rigenerazione urbana costituiscono il cuore della proposta, con oltre ottanta iniziative pensate per valorizzare il patrimonio storico, i parchi cittadini, il porto e gli spazi urbani.
Il dossier è promosso da Comune di Ancona, Università Politecnica delle Marche, Regione Marche e ANCI Marche, con il coinvolgimento di enti istituzionali come l’Autorità Portuale del Mare Adriatico, l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, Marche Teatro, la Camera di Commercio delle Marche, Confindustria Provincia di Ancona, Fondazione Marche Cultura, il Parco Regionale del Conero, il FAIC e l’Associazione Riviera del Conero.
La direzione di candidatura ha creato una squadra multidisciplinare per coniugare visione culturale, gestione progettuale e strategie europee: Marta Paraventi alla direzione culturale e governance istituzionale, Viviana Caravaggi alla direzione amministrativa, Anghela Alò alla direzione creativa e progettazione, Paolo Clini per innovazione digitale e università, Barbara Toce per strategia europea e relazioni con i programmi UE.
In caso di vittoria, il progetto, del valore stimato di circa 7 milioni di euro, sarà gestito operativamente da Marche Teatro, presieduto da Valerio Vico e diretto da Giuseppe Dipasquale, con la partecipazione di numerosi soggetti che hanno contribuito con progetti specifici per Ancona 2028.
Tra mare, storia e protagonisti della cultura
Il programma culturale si articola in quattro macroaree: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale, pensate per valorizzare il territorio tra mare e parco, storia e futuro, e integrate nelle strategie di rigenerazione urbana. Il dossier promuove la cultura come strumento di coesione sociale, con particolare attenzione all’accessibilità e all’inclusione, valorizzando eccellenze come il Museo Tattile Statale Omero.
A rendere unico il racconto identitario di Ancona sono anche gli avatar dei suoi numi tutelari: Luigi Vanvitelli, architetto della Mole; Ciriaco Pizzecolli, padre dell’archeologia moderna; Stamira, eroina cittadina; Franco Corelli, celebre tenore anconetano. Tra i progetti più ambiziosi spicca il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, con la direzione artistica di Dante Ferretti, che proporrà una narrazione internazionale del Mediterraneo Adriatico, coniugando storia, ambiente e linguaggi contemporanei.
Il dossier prevede inoltre la collaborazione con importanti direttori artistici e istituzioni, e in caso di vittoria sarà inaugurato con la partecipazione del Maestro Andrea Bocelli, sottolineando il respiro nazionale e internazionale della candidatura di Ancona.



