Partita condotta per larghi tratti, poi il brutto finale quando sembrava fatta
La General Contractor dilapida quanto di buono fatto per tre quarti del match, subendo il sorpasso in un finale gestito male e soprattutto per un ultimo quarto in cui non riesce ad arginare il ritorno della squadra di casa.
Come detto la squadra di Ghizzinardi si fa scippare la vittoria, a causa di 7 punti subiti nell’ultimo giro di lancette: pareggio di Raffaelli a 56”, canestro più libero aggiuntivo di Candotto a 7”. Ma più in generale la partita è stata compromessa in un ultimo quarto, da 17-28 , più che nel minuto conclusivo, con l’inerzia passata in mano ai toscani, proprio quando ci si aspettava che la General Contractor uscisse dall’ultimo riposo breve, forte dei suoi 8 di vantaggio, per dare la svolta al match.
Nei primi tre quarti le cose migliori le ha fatte Jesi, grazie anche alle buone percentuali al tiro; dopo le due triple iniziali di Rasio, la General Contractor ha trovato i primi vantaggi, 30-22 al primo riposo, forte di un 4/4 nel tiro da tre. Poi la squadra di Ghizzinardi ha tamponato molto bene il tentativo di rimonta di Chiusi, con un break di 7-0 che, dopo il pareggio di Rasio, 32-32, ha fatto di nuovo lievitare il vantaggio, 39-32.
Dopo il riposo gli jesini hanno toccato il +12, che ad un certo punto sembrava poter dare l’impronta decisiva al match, ma a inizio dell’ultimo quarto la General Contractor ha subito uno 0-11, che non ci stava per quanto si era visto sino a quel momento, bravi però i locali a non mollare e tornare in partita. A 3’46” dalla sirena finale l’ultimo vantaggio importante della squadra di Ghizzinardi sull’84-77, ma non è bastato.
A quel punto un segnale preoccupante, il 4-0 con cui Chiusi è uscito dal time-out, portandosi sul -3, 81-84. Poi quell’ultimo “maledetto” minuto di cui parlavamo prima, con il pareggio di Raffaelli, un tiro di Arrigoni con soli 3” a disposizione per una infrazione di piede di un avversario, con il dubbio che forse il cronometro andasse resettato a 14” e la penetrazione di Candotto con una difesa poco reattiva: ci è scappato anche il fallo con conseguente tiro libero realizzato.
Poi una buona difesa di Chiusi, sull’onda dei precedenti 9’ del periodo conclusivo, con Piccone costretto al tiro, praticamente da metà campo. A condannare gli jesini anche il non poter rimettere nella metà campo avversaria, avendo esaurito i time-out a disposizione: con 7” di possesso a disposizione si poteva certamente organizzare un attacco migliore.
Sconfitta beffa per quello che è stato l’andamento del match, con una brutta gestione delle fasi finali, un inizio negativo di 2026 che poteva essere evitato.
C’è anche un dato che spiega la debacle, i 39 rimbalzi di Chiusi contri i 27 di Jesi: tradotto, sebbene la General Contractor abbia tirato con percentuali leggermente migliori, i 7 tiri in più a favore dei toscani, sono stati sicuramente un fattore.
Purtroppo, quando la squadra sembrava matura per il salto di qualità, non ha saputo cogliere l’occasione per farlo. Ora mente rivolta al prossimo match interno di domenica 11 al pala Triccoli, contro Quarrata, appuntamento da non fallire.
UMANA SAN GIOBBE CHIUSI GENERAL CONTRACTOR JESI 89-86 (22-30, 24-20, 15-19, 28-17)
Umana San Giobbe Chiusi: Natale 2 (1/4, 0/0), Gravaghi 9 (0/0, 3/5), Raffaelli 10 (5/10, 0/3), Petrucci 5 (1/3, 1/3), Rasio 27 (6/11, 4/4), Steviano ne, Balucci ne, Lorenzetti ne, Minoli 13 (0/1, 3/5), Candotto 10 (2/2, 0/3), Moreno ne, Bertocco 13 (2/3, 3/10). All.: Zanco.
Tiri da due 17/34, 50% – tiri da tre 14/33, 42% – tiri liberi 13/15, 87% – rimbalzi 39, 13+26 (Rasio 8) – assist 18 (Rasio 5)
General Contractor Jesi: Di Pizzo 8 (4/7, 0/0), Piccone 7 (3/7, 1/7), Maglietti 8 (1/2, 1/2), Arrigoni 18 (7/11, 0/1), Palsson 25 (3/6, 5/6), Tamiozzo ne, Del Sole 2 (1/1, 0/0), Nicoli 9 (1/1, 2/4), Toniato 0 (0/0, 0/1), Bruno 5 (1/3, 1/2). All.: Ghizzinardi.
Tiri da due21/38, 55% – tiri da tre 10/23, 43% – tiri liberi 14/15, 93% – rimbalzi 27 5+22 (Arrigoni 6) – assist 17 (Picconi 6)
Arbitri: D’Amato di Tivoli, Lilli di Ladispoli e Fornaro di Mentana.



