Sunday 31 August, 2025
HomeItaliaAttualità ItaliaDivorzi all’italiana: tra digitale e tribunali, le regioni prime per “fragilità coniugale”

Un’indagine di Casinos.com incrocia dati ISTAT e ricerche Google: Sicilia e Sardegna guidano per divorzi reali, mentre Veneto e Lombardia spiccano per ricerche online.

Il matrimonio, in Italia, continua a essere un rito sociale irrinunciabile. Ma per molti si trasforma in una sfida dall’esito incerto. Secondo i dati ISTAT, nel 2023 si sono celebrati 79.875 divorzi, pari a 1,4 ogni mille abitanti. Un dato apparentemente stabile, che però nasconde differenze profonde tra Nord e Sud.

A fotografarle ci ha pensato uno studio inedito di Casinos.com, che ha elaborato l’Indice di Fragilità Coniugale (IFC): una formula che combina i numeri dei divorzi ufficiali con le ricerche online degli ultimi due anni su “avvocato divorzista” e “divorzio”. Un algoritmo che racconta non solo chi si lascia davvero, ma anche chi ci pensa di più.

Veneto e Lombardia, regine del divorzio digitale

Non sono le regioni con più cause di separazione, ma guidano la classifica per “ansia coniugale sul web”. In Veneto, l’interesse online raggiunge il punteggio massimo (100) sia per “avvocato divorzista” che per “divorzio”: risultato, una quota di 1.50, la più bassa d’Italia. Subito dietro la Lombardia, con 1.57. In queste regioni, insomma, ci si informa molto prima di arrivare in tribunale.

Sicilia e Sardegna: il Sud che divorzia davvero

Al Centro-Sud, invece, è nei fascicoli giudiziari che si registra la frattura. La Sicilia da sola conta 7.538 divorzi nel 2023 (quasi il 10% del totale nazionale), mentre la Sardegna si ferma a 2.481, ma con lo stesso tasso record di 1,6‰. Insieme alla Liguria (2.344 divorzi), sono le regioni con la maggiore incidenza di separazioni reali.

Le regioni “equilibriste” e i bunker del matrimonio

Nel mezzo si collocano Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana, con quote comprese tra 1.88 e 2.04, segno di un equilibrio tra divorzi effettivi e ricerche online.

All’estremo opposto, invece, ci sono le regioni che sembrano resistere al “virus del divorzio”. Umbria, Molise, Basilicata, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige segnano i valori più bassi sia nei tribunali che su Google. Emblematici i casi delle province autonome: Trento chiude la classifica a quota 3.74, mentre Bolzano raggiunge 6.01, con il tasso più basso d’Italia (0,9‰).

In mezzo alla classifica si muove un drappello di regioni che non impressionano per i dati reali, ma che non vanno sottovalutate. Piemonte e Toscana, per esempio, oscillano attorno a 1,4‰ ma tengono il passo su Google (73–75 punti): la loro quota, fra 1.99 e 2.04, racconta territori stabili ma pronti a sorprese.

Puglia (2.17) e Abruzzo (2.20), con Friuli-Venezia Giulia (2.21), Campania (2.24) e Marche (2.28) si confermano “regioni in cui il matrimonio regge, ma il dibattito resta acceso“, per citare gli autori dello studio.

Una mappa dell’Italia divisa in due

Lo studio, tradotto con il linguaggio delle scommesse, rivela un’Italia spaccata:

  • Nord “digitale”: più ricerche che divorzi.
  • Sud e Isole: più divorzi reali che interesse preventivo.
  • Regioni centrali: un equilibrio tra i due fenomeni.

Non basta contare i fascicoli nei tribunali: bisogna osservare anche come le persone cercano informazioni prima di entrarci”, spiegano gli analisti di Casinos.com. L’Indice di Fragilità Coniugale, vuole così essere una lente originale per leggere le tensioni invisibili dietro al “per sempre”, uno sguardo sulle relazioni oggi, nel paese del Matrimonio all’Italiana.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.